Quando inforni e il piatto smette di appartenerti

C’è un momento, in cucina, in cui smetti di fare e inizi a lasciare andare.
Succede quando chiudi lo sportello del forno, con quel colpo secco che non ammette ripensamenti.
Fino a un attimo prima sei dentro al gesto: tocchi, giri, assaggi, correggi.
Poi no. Da lì in avanti il piatto non risponde più alle mani. Risponde al calore.
Il forno è preciso, ma non lo governi fino in fondo.
Puoi scegliere la temperatura, decidere quando metterlo e quando toglierlo, ma la cottura dentro la intuisci, non la controlli.
Lavora da solo. Trasforma, asciuga, concentra, a volte tradisce.
È una piccola perdita di controllo, e va accettata.
Chi cucina lo sa: non è un affidarsi romantico, è una tregua forzata. In quei minuti non puoi migliorare nulla, puoi solo rovinare intervenendo troppo presto o troppo tardi.
Non stai fermo.
Continui a fare altro, ma una parte della testa resta lì. E intanto capisci una cosa semplice: non tutto dipende da te, anche quando hai fatto bene tutto prima.
Quando riapri il forno, il piatto torna tuo, insieme al vapore caldo e a un profumo che ti anticipa l’esito.
Ma non è più lo stesso di quando l’hai lasciato.
